La didattica dell’Alternanza

La Transizione Scuola Lavoro

A cura di Carlo Mariani, Ricercatore INDIRE

Quali sono i modelli, le dinamiche, i processi che la scuola può ideare, adottare e realizzare con l’Alternanza Scuola Lavoro? In che modo le imprese possono concorrere alla trasformazione e al miglioramento del sistema educativo? Come si possono progettare esperienze di qualità che migliorino l’offerta formativa, guardando al mondo delle imprese e valorizzando l’impegno degli insegnanti? Quali prospettive si aprono per la scuola e per i giovani di fronte a questo mutamento di prospettiva?

Con la legge 107 del 2015, l’Alternanza Scuola Lavoro ha assunto una duplice veste: ha ottenuto un riconoscimento, una dignità e una collocazione all’interno del curricolo come modalità di apprendimento nei contesti non formali e informali. Inoltre è diventata una cornice metodologica e un laboratorio didattico che risponde ad un’esigenza di innovazione tutta interna alla secondaria superiore, e che implica un approccio trasformazionale di fronte alla delicata questione dei rapporti tra scuola e mondo delle imprese.

I percorsi di alternanza mettono in contatto gli alunni con i contesti di lavoro; orientano le scelte scolastiche e professionali; fanno conoscere le problematiche della sicurezza, dei diritti e dei doveri nei luoghi di lavoro, in un “circolo virtuoso” di conoscenze, visioni e idee in grado di generare una concreta trasformazione del sistema educativo.
Le difficoltà e le resistenze che i percorsi di alternanza hanno incontrato nella scuola vanno considerate con attenzione, attraverso un atteggiamento critico che faccia emergere anche le incongruenze di quei progetti che si sono poi rivelati inefficaci sotto il profilo formativo.

Queste critiche meritano di essere prese in considerazione, analizzate e discusse con spirito costruttivo e in una prospettiva di miglioramento della progettazione, tale da consentire alla scuola di integrare l’alternanza all’interno del curricolo e dell’offerta formativa, non soltanto attraverso la dimensione operativa del lavoro, ma anche con un maggiore coinvolgimento delle materie scolastiche, mediante una diversa configurazione del setting didattico e un approccio orientativo “on the job”.

Anche per questo l’alternanza formativa costituisce una sfida didattica e metodologica, da accompagnare con interventi mirati, e in cui insegnanti e dirigenti scolastici sono chiamati a confrontarsi con la realtà delle imprese, dei servizi, del terzo settore e con le loro complesse articolazioni; a misurarsi con la cultura del lavoro e con le numerose opportunità di quella innovazione sostenibile che oggi proviene dai contesti produttivi più avanzati.

Con la Legge di Bilancio 2019 (Legge 30 dicembre 2018 n. 145), l’Alternanza è stata ridefinita nei Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento (PCTO) che – a decorrere dall’anno scolastico 2018/2019 – sono attuati per una durata complessiva di almeno 210 ore nel triennio degli istituti professionali, di almeno 150 ore nel secondo biennio e nell’ultimo anno degli istituti tecnici, e di almeno 90 ore nel secondo biennio e nel quinto anno dei licei.

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