L’Apprendistato di III Livello

L’APPRENDISTATO DI ALTA FORMAZIONE E RICERCA

La formula contrattuale dell’apprendistato di alta formazione e ricerca, che si ispira all’esperienza tedesca del cosiddetto  “Sistema duale”, prevede una sostanziale integrazione fra scuola, università e lavoro, ed una corresponsabilità educativa fra impresa ed Istituzione formativa con ampia incidenza della formazione esterna. È il contratto ideale per tutti quei giovani che desiderano sviluppare un alto livello di specializzazione tecnico professionale con i percorsi ITS, per i diplomati della scuola superiore che vogliano continuare il loro precorso attraverso i percorsi di laurea, per i laureati che vogliano conseguire ulteriori titoli (ad es. master o specializzazione), per i dottori di ricerca che desiderino continuare a lavorare nell’ambito della ricerca, per i giovani inseriti in un percorso di accesso alle Professioni Ordinistiche o iscritti AFAM (Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica) e per giovani interessati a sviluppare particolari attività di ricerca aziendale.

Chi può essere assunto e con quali finalità

Possono essere assunti con contratto di Apprendistato di alta formazione e ricerca i soggetti di età compresa tra i 18 e i 29 anni (e 364 giorni) in possesso di:

– diploma di istruzione secondaria superiore o professionale conseguito nei percorsi di istruzione e formazione professionale integrato da un certificato di specializzazione tecnica superiore;

– diploma di maturità professionale all’esito del corso annuale integrativo.

Quindi, da come si evince, è stata eliminata, dalla vigente normativa, la possibilità di ricorrere a tale Istituto per acquisire un diploma di istruzione secondaria superiore. Come già scritto il contratto di apprendistato di alta formazione e ricerca consente di:

– conseguire un titolo d’istruzione tecnica superiore (diplomi ITS) di cui all’articolo 7, D.P.C.M. 25 gennaio 2008;

– conseguire titoli universitari (laurea triennale, laurea magistrale, laurea magistrale a ciclo unico, master di I e II livello e dottorati di ricerca);

– svolgere attività di ricerca, legate a progetti di ricerca aziendali;

-assolvere al periodo di praticantato ai fini dell’abilitazione professionale.

Gli aspetti normativi e contrattuali

Il contratto di apprendistato di alta formazione e ricerca è disciplinato in parte dal D.Lgs. 81/2015 e dal DM del 12 ottobre 2015 ed in parte dalla contrattazione collettiva e dalle regolamentazioni regionali. La normativa nazionale regolamenta gli aspetti contrattuali e formativi tra cui:

-il recesso ex art. 2118 c.c. al termine dell’apprendistato;

-l’applicazione delle sanzioni per il licenziamento illegittimo durante il periodo di apprendistato, agganciandolo così alla normativa sui licenziamenti introdotta dal D.Lgs. 23/2015;

-la durata effettiva del periodo di apprendistato, stabilita in relazione alla durata del percorso formativo necessario al conseguimento del titolo di studio o al raggiungimento degli obiettivi di una ricerca, che in ogni caso non dev’essere inferiore ai 6 mesi. La contrattazione collettiva, ai sensi dell’art. 42 del D.Lgs. 81/2015, disciplina tutti gli altri aspetti contrattuali nel rispetto di alcuni principi fissati dalla legge.

In particolare:

-la determinazione e durata del periodo di prova (art. 2096 c.c.);

-l’inquadramento e la retribuzione, fermo restando il divieto di retribuzione a cottimo e il rispetto del principio di inquadramento al massimo di 2 livelli inferiori rispetto a quello finale o, in alternativa, percentualizzazione della retribuzione in base all’anzianità di servizio;

-la figura del tutor aziendale / referente aziendale;

-la possibilità di prolungamento del periodo formativo dovuto ad assenze (malattia, infortunio, altra causa di sospensione involontaria dal lavoro) superiore ai 30 giorni;

-la possibilità di cumulo di più periodi di apprendistato per l’acquisizione di nuove e ulteriori competenze lavorative. Nel caso specifico il cumulo è possibile solo con l’apprendistato di I livello;

-la possibilità di finanziamento dei percorsi formativi con fondi interprofessionali.

Per l’attivazione del contratto di apprendistato in alta formazione è auspicabile una regolamentazione regionale sugli aspetti formativi, secondo quanto previsto dall’art.10 D.M. del 12 ottobre 2015, in assenza della quale valgono le disposizioni del D.M. del 12 ottobre del 2015, così come stabilito dalle disposizioni integrative e correttive al D.Lgs. 81/2015 e contenute nel D.Lgs. 185 del 24 settembre 2016. Complessivamente ad oggi sono 14 le Regioni che hanno recepito le nuove disposizioni e la Toscana è una di queste.

Come viene progettata la formazione

Rispetto all’organizzazione dell’attività formativa, l’articolo 5 del decreto interministeriale indica gli standard formativi, tra cui i limiti delle ore di formazione esterna ed interna all’azienda, che devono essere rispettati dalle regolamentazioni regionali in materia. I parametri previsti per il calcolo della formazione si differenziano in base alla finalità del contratto così come riportato nella tabella seguente.

Come si evince dalla tabella soprastante, per i percorsi di studi universitari, compresi i dottorati, e dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica, la base di calcolo è rappresentata dai crediti formativi (CFU) collegati alle sole ore di lezione frontale previste nell’ambito dei crediti formativi di ciascun insegnamento, così come disposto dalla lettera f, comma 6, art. 5. del D.M. del 12 ottobre 2015.

Per quanto riguarda invece i percorsi di istruzione tecnica superiore viene assunto a base di calcolo l’orario obbligatorio ordinamentale, così come previsto dalla lettera g, comma 6, art. 5 del suddetto Decreto.

Per quanto riguarda infine i percorsi di apprendistato non collegati al conseguimento di un titolo di studio (praticantato ed attività di ricerca) la formazione interna (in azienda) deve essere pari ad almeno il 20% del monte ore annuale previsto dal contrato collettivo nazionale applicato, mentre quella esterna non viene considerata obbligatoria. Si tratta di parametri rilevanti in quanto possono incidere sulla determinazione della retribuzione dell’apprendista.

QUADRO RIASSUNTIVO: